Questa settimana ho avuto un’influenza come mai prima d’ora…
Qualcosa ho fatto (lo so, ho fatto un orribile sito dal letto, per fortuna presto sparirà) ma non ho letto granchè nella blogosfera…
Domani, anche se non sono ancora del tutto guarito, vado a lavoro.
Un’oretta fa leggo questo.
Riassunto:
un’altra community sta per arrivare… questa volta a farvi da traino c’è addirittura la faccia di lapo elkann…
per vendere un paio di occhiali ci mette la sua faccia… per essere innovativo fa un sito e ci mette pure la community.
Grandi investimenti e campagna gestita da saatchi & saatchi…
tutto in grande stile. Sito in flash, belle musiche bei video.
Per promuoversi decide però di inviare un comunicato stampa al blog minimarketing e, credo, non ho avuto tempo per fare ricerche approfondite, di sicuro anche ad altri blog con tematiche simili che avranno ignorato il comunicato o lo avranno “preso per il culo” nello stesso modo (guardare il link per capire)
Commento: (la maestra direbbe “svolgimento”)
Se Saatchi & Saatchi fa un passo falso del genere…. (vabbe… non hanno me in squadra…hehehe) quanti passi falsi faremo noi nella promozione del nostro progetto all’envipark?
I protagonisti della Rete (chiamiamoli opinion leader….) sono in gran parte degli stronzetti disadattati (siate comprensivi, lo so, non tutti, anzi pochi, pochissimi, quasi nessuno è disadattato… tutti stronzetti
)che hanno regole e culture proprie…. che si scandalizzano quando “il mondo reale” vuole interagire con loro ed hanno ragione… se qualcuno entra a casa mia deve accettare le mie regole e le mie consuetudini.
La Rete è autonoma… non ha bisogno di comunicati stampa.
Ma questi si aspettavano davvero che il tizio di minimarketing avrebbe inserito il comunicato stampa nel blog?
Magari hanno pensato… figuriamoci se non accetta… dirà accidenti, che onore… lapo mi ha penzato…
Ma il mio blog è casa mia… tu che ci entri… abbi un po’ di rispetto…
Altro aspetto ridicolo (e per me importante) è la questione della community…
Che senso ha fare una community per un paio di occhiali?
Senso, forse, potrebbe anche averlo… non so… ma il “target” (sic, lo so) dell’occhialetto da figo discotecaro, individualista e trombarolo, stride molto con il concetto di community. No?
Da un po’ di tempo a questa parte inoltre tendo a ritenere improbabile, se non impossibile, in Italia sviluppare community forti. Forse sono solo ignorante e non conosco nessuna community interessante. (non parliamo di Opensource e cose simili, intendo una società italiana -con fini di lucro- con alla base un business model che faccia leva esclusivamente sulla gestione e la valorizzazione di una community)
Non voglio screditare a priori la community, per quanto il mio leitmotif del momento sia “gli italiani sono egoisti“, ma voglio riflettere su quanto sia complicato farne partire una da zero.
Fintanto che si utilizzeranno approcci standard o fintanto che per promuoverla si utilizzeranno i nuovi strumenti con vecchie modalità o i vecchi strumenti nei nuovi…come nel caso di Lapo…
Oltre alla difficoltà di farla partire c’è anche la difficoltà di differenziarsi….
Il nostro progetto (di cui per ora non parlo ancora, c’è solo un blog in attesa di essere riempito) potrebbe basarsi su una community “di nicchia” che andrebbe a posizionarsi sulla long tail… ma credo che in Italia puntare su una community di nicchia (con tematiche ambientali) sia un mezzo harakiri….
la mia paura è di ritrovarci a creare una “piattaforma ferrari” (le risorse ci sono) per una community di 50 – 100 utenti al massimo interessati all’argomento.. e con altrettanti contenuti UGC… pochi… troppo pochi.
Non ricordo più se Luca Conti o Tessarolo in un’intervista mi hanno detto pressapoco: per 1000 che leggono, 100 commentano ed uno crea contenuti…
Da altre letture si sente nell’aria una sorta di Web 2.0 all’italiana….
Si vocifera di un numero non meglio precisato di startup che vogliono sfruttare l’onda del web 2.0 per partire… e ho paura che molte punteranno sulla community… con il prosciutto sugli occhi…
In questa settimana non ho avuto molto tempo per riflettere sul business plan del progetto ed anzi mi dispiace un casino per la mia malattia… La prossima settimana voglio cercare di consegnare un qualcosa di compiuto….
Dopo aver fatto una tesi sulla partecipazione è un peccato dire che la partecipazione, in Italia, è impossibile o improbabile?
Vi prego, screditatemi… insultatemi e dimostratemi che ho torto…
Grazie