Virale è dire che il film dei transformer fa cagare.
Virale è sentir dire ad un quasi amico, tendenzialmente uno sconosciuto, che il tecnico di fastweb, il giorno dopo la connessione a terra, era sotto casa chiedendoti se tutto era a posto.
Virale è dire che la Acer ha prodotto un notebook del cazzo che è riuscito a rompersi quattro voltre, per cause sconosciute.
Virale è dire che il tizio con la maglietta della Apple che faceva tanto il figo in stile mac addicted non sapeva riconoscere il modello di Ram da mettere su un G4. (dopo avergli detto essere l’ultimo dei G4 prima degli intel).
Virale è trovare un tizio incapace, che lavora in un grande magazzino solo perchè s’adda campà, sbattersi come un dannato aprendo il G4 menzionato in precedenza per cercare di capire che modello di Ram metterci sopra.
Virale è sentirsi ignorati dopo aver posto una domanda che sarebbe valsa circa 800 euro.
Virale è dire che un prodotto funziona bene.
Virale è dirlo durante una conversazione fra amici, reali o virtuali.
Ed ora mi rivolgo a te che vuoi investire su Internet perchè ora va tanto il blog:
Se il tuo prodotto non funziona, se è monco o se peggio ancora è un accrocchio messo su tanto perchè bisogna stare sul mercato, FERMATI.
La potenza di un video virale sta nel suo contenuto, nelle sue modalità di rappresentazione artistico/espressive ed in altre 2/3 cosette che qualcuno potrebbe chiamare estetica e qualcun’altro semplice colpo di culo.
Il prodotto nel processo di viralizzazione viene celato, miniaturizzato.
Per questo alla fine della fiera io mi ricorderò la pregevolezza (o spregiudicatezza) del video e del brand non resteranno che brandelli.
Si accettano opinioni contrastanti. Purtroppo questo viral a me fa abbastanza cagare.